Il Volontario d’ascolto

E’ semplice dire “hai sbagliato”, “io mi sarei comportato così”, oppure “sarebbe stato meglio agire in quest’altro modo”, insomma dare consigli.

Ogni giudizio emette una sentenza; ebbene, noi non siamo giudici, non amiamo le etichette e non discutiamo su ciò che è giusto o sbagliato: noi ascoltiamo! Ascoltare una persona non significa essere passivi ricettori di ciò che l’interlocutore dice, ma implica un farsi carico dei suoi sfoghi, entrare in contatto empatico con lui, chiudere gli occhi e chiedersi “Perché questa persona ci ha chiamato?”. Insomma, andare al di là delle apparenze e capire che una parola, una battuta, una domanda, ma anche un silenzio, possono fare e dare tanto a chi in quel momento è solo con le proprie ansie. Inoltre A.R.A.S. non si limita all’ascolto, accompagna la persona che chiama in un percorso, affinchè la stessa riesca a potenziare le proprie risorse personali e lasciarsi condurre ad appoggiarsi a Professionisti che potranno seguirla nell’ambito del suo bisogno.

Ascoltare non è una cosa facile.
E neppure una qualità comune.
Bisogna sapersi completamente svuotare
dei propri pensieri,
per dare spazio totale alle parole dell’altro.
Bisogna riuscire a sentire ciò che l’altro sente.
Saper ascoltare è raro,
ma si può imparare.
Per questo ARAS offre a ogni volontario
un approfondito programma di formazione,
tenuto dai migliori esperti.
Corsi di ascolto telefonico, di relazione d’aiuto
e di supporto psicologico.
Solo così potrà offrire un servizio serio
e competente.

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Una testimonianza di una volontaria

Questa tesina racconta l’esperienza di una volontaria di ARAS.

La mia esperienza di ascolto nel volontariato (Costanza)

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