DIFFICOLTA’
A volte le persone si trovano a vivere situazioni difficili:
- una solitudine esistenziale o causata da situazioni pratiche e congiunturali che appaiono irrisolvibili
- emozioni così intense che si è paralizzati dalla paura, dall’ansia, dalla rabbia, dalla vergogna, e non si riesce a scorgere una direzione chiara verso cui andare;
- una crisi profonda che rende faticosa la vita di tutti giorni;
- difficoltà o impossibilità nel riconoscere i messaggi che sta trasmettendo il proprio corpo.
AIUTO e ASCOLTO
L’AIUTO si realizza ogni qualvolta vi sia una interazione che coinvolge positivamente due persone e che ha come risultato una crescita, stabilendo tra loro una forma speciale di relazione: la relazione d’aiuto.
La principale attività della relazione d’aiuto telefonica è l’ascolto.
L’attività dell’ascoltare è estremamente valorizzata al telefono, vengono aboliti tutti gli altri sensi ma tra i due interlocutori c’è un contatto ravvicinato.
Importante concentrarsi su quanto dice l’altro, sui sentimenti che accompagnano le sue parole, sentimenti che spesso sono espressi attraverso un particolare tono di voce o ricorrendo a parole o frasi indicative di un determinato sentimento.
L’ascolto che mettiamo in atto è un ascolto non giudicante, un ascolto senza consigli.
RELAZIONI, NON SOLUZIONI
E’ fondamentale ricordarsi che i volontari non affrontano né risolvono i problemi di chi chiama, possono solo dare la possibilità agli utenti di sfogarsi e di essere ascoltati, di chiarirsi, di diventare più consapevoli o “semplicemente” di aiutarli ad accettare l’impotenza.
La dimensione della relazione è centrale.
La relazione di aiuto coinvolge sia l’utente sia l’operatore volontario: ciascuno di essi ha ruoli diversi, ma sono entrambi protagonisti.
Alla costruzione di una sana relazione d’aiuto contribuiscono infatti alcuni atteggiamenti personali del volontario. Tra i più significativi citiamo:
- La congruenza, che si evidenzia nell’essere se stessi, in contatto con il proprio mondo interno ed esterno, con i propri sentimenti e la propria personalità
- L’accettazione incondizionata, che si riflette nella capacità dell’operatore di entrare in relazione senza esprimere giudizi morali e di accettare e mantenere una disposizione positiva verso la persona cui è diretto l’aiuto
- La comprensione empatica, che riguarda la capacità dell’operatore di cogliere la situazione personale di chi telefona da quello che dice e da come si presenta, lasciandosi emotivamente coinvolgere, in maniera adeguata, nella relazione.
La relazione di aiuto favorisce nell’utente lo sviluppo di alcuni fondamentali processi interpersonali come la consapevolezza, la maggiore chiarezza rispetto all’origine del disagio, l’esplorazione, la comprensione, ed infine (non sempre attuabile) l’azione.
A.R.A.S. opera nell’ambito della relazione di aiuto telefonica e mette in atto alcuni progetti funzionali all’attività stessa.





