PERSONE SOLE
Gli occhi di ARAS sono rivolti in maniera molto attenta a quelle persone in cui la solitudine e la sofferenza trovano un appiglio molto più forte a causa della loro predisposizione ad essere più attaccabili: gli anziani.
Molto spesso non ci si accorge di quanto possa essere angosciante non avere qualcuno con cui scambiare due parole, o a cui confidare le proprie ansie e preoccupazioni.
Spesso, gli anziani con cui ARAS è in contatto sono persone quasi completamente abbandonate a se stesse da familiari poco attenti o del tutto assenti.
ARAS accoglie le telefonate di anziani che cercano una valvola di sfogo e, qualora riceva il loro consenso, li contatta periodicamente per accertarsi delle loro condizioni.
Ecco qualche riflessione basata sui dati delle telefonate in entrata:
La solitudine con il 30% è la ragione più frequente delle chiamate ricevute.
Nella scala di valori, al secondo posto c’è la depressione (20%); ma da non sottovalutare sono anche le altre cause, come problemi di inserimento, sentimentali, psichici, di mobbing o sessuali.
Ma ARAS fa anche dell’altro.
ACCORDO CON L’ASSESSORATO
Dal novembre del 2005, infatti, ha stipulato un accordo con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano per supportare un certo numero di anziani indicato dal Comune stesso, svolgendo un ruolo di “ponte” tra l’utente e le istituzioni.
Inoltre, i responsabili di alcune zone hanno affidato ad ARAS altri anziani, affinché possa essere costantemente monitorata la loro situazione.
Attualmente ARAS è in contatto con oltre 200 anziani, di cui 80 seguiti dal Comune di Milano e altri 120 che hanno raggiunto l’Associazione attraverso il passaparola o i mezzi di comunicazione.
Questo ha permesso ai volontari di ARAS di entrare in contatto con aspetti di una società spesso sconosciuta. L’anziano non è solo il proprio nonno o il vicino di casa, ma soprattutto colui che spesso non si vede, perché isolato, perché emarginato, perché dimenticato. Se è vero che le sofferenze maggiori sono quelle che non si vedono, è altrettanto vero che ARAS, con il proprio contributo, cerca di aprire gli occhi a chi è ancora convinto che la realtà soltanto ciò con cui riesce ad essere in contatto quotidianamente.
ASCOLTO, COMPRENSIONE, E…
ARAS non ha la presunzione di cambiare le sorti di persone che hanno una sofferenza che spesso ha segnato tutta la loro vita; si pone semplicemente l’obiettivo di dare ascolto, comprensione e attenzione a persone che il più delle volte non si sentono considerate.
Ciò non significa sostituire o prendere il ruolo delle famiglie o delle istituzioni nella lotta alla solitudine degli anziani, ma affiancarle, laddove esse siano presenti, o far pesare il meno possibile all’anziano la loro mancanza, laddove – e spesso purtroppo succede – esse siano assenti.
Le attività di ARAS rivolte agli anziani non si fermano al solo ascolto telefonico.
Molto spesso, infatti, i volontari organizzano visite agli anziani, soprattutto a coloro i quali si trovano in condizioni di maggiore difficoltà. E’ qui che si instaura un rapporto più profondo, in quanto è in questo contesto che si riesce ad associare un volto ad una voce.
Periodicamente, inoltre, ARAS organizza pranzi con gli anziani, occasioni di aggregazione per conoscersi meglio, scambiare opinioni e vivere un pomeriggio all’insegna della spensieratezza e in compagnia.
CONTRO LA SOLITUDINE
Così ARAS è diventata una piccola oasi nel deserto della solitudine per gli anziani, ma va avanti con la speranza che attraverso la sinergia tra i propri volontari, anche futuri, le Istituzioni e le famiglie, questa oasi possa diventare presto un punto fermo, una sicurezza, dove chi ha bisogno possa liberarsi dalla solitudine che spesso accentua quelle che possono essere le difficoltà in cui oramai troppe persone sono costrette a vivere.





